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Accordo per stabilizzare i precari della sanità. Da aprile le prime assunzioni

CGIL CISL E UIL: «RESTA LA NECESSITA’ DI NUOVE CONTRATTUALIZZAZIONI STRAORDINARIE PER RAFFORZARE LA RETE DEL SSR»

Siglato in Regione Lazio l’accordo per stabilizzare i precari della Sanità

che in questi ultimi due anni hanno prestato la loro preziosa opera nel contrasto alla pandemia.

Quello di oggi – dicono i Segretari generali di Fp Cgil Roma e Lazio Giancarlo Cenciarelli, Cisl Fp Lazio Roberto Chierchia, e Uil Fpl Roma e Lazio Sandro Bernardini– è solo un primo passo verso il rafforzamento della Sanità regionale.

Un modello messo a dura prova dalla pandemia e che deve essere ripensato e rafforzato. Ora non c’è più tempo da perdere».

«Dallo scorso anno – continuano i Segretari – abbiamo seguito un percorso serrato di confronto con l’assessorato alla Sanità regionale per trovare ogni possibile spazio normativo volto a dare stabilità a chi è entrato nel sistema sanitario regionale in piena pandemia, 

e ha dato il proprio contributo in un momento estremamente critico per la tutela della salute dei cittadini,

nei principali nosocomi del territorio di Roma e del Lazio e nei servizi al territorio». 

Un confronto che ha portato i suoi frutti.

Dalla proroga, alla norma inserita in legge di bilancio, le richieste sindacali volte a dare dignità e futuro

agli operatori sanitari

e sociosanitari contrattualizzati in era Covid sono diventate esigibili: da aprile saranno attivate le prime procedure di stabilizzazione, 

e ulteriori procedure saranno previste dopo il 30 giugno, per dare modo di garantire la stabilizzazione a chi maturerà i requisiti entro quel termine ultimo.

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Bollettino covid nel Lazio: i dati di oggi 18 febbraio

CONFERMATO IL TREND DEI CASI DI CORONAVIRUS.

Complessivamente sono 204.882 le persone attualmente positive a Covid-19 nel Lazio, di cui 1.739 ricoverati, 158 in terapia intensiva e 202.985 in isolamento domiciliare.

Dall’inizio dell’epidemia i guariti sono 812.813 e i morti 10.273 su un totale di 1.027.968 casi esaminati.

Oggi nel Lazio su 14.905 tamponi molecolari e 43.971 tamponi antigenici per un totale di 58.876 tamponi, si registrano 6.410 nuovi casi positivi, ossia 35 in più rispetto a ieri.

A Roma, invece, se ne sono contati 2823. Nelle ultime 24 ore, inoltre, ci sono stati 22 decessi e 12596 guariti.

Sono 45 i ricoverati in meno rispetto a giovedì, e 7 i pazienti più gravi in meno. 

 L’assessore alla sanità laziale Alessio D’Amato, in una nota ha voluto ricordare l’importanza del vaccino:

“Coloro che sono guariti e non avessero completato il ciclo vaccinale, possono effettuare la dose di richiamo trascorsi 120 giorni dalla guarigione”.

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Le strade di Roma nord al buio: parte l’operazione “SOS Lampioni”

Le strade di Roma nord al buio:

Da Saxa Rubra a Cesano, passando per alcune delle stradine interne ai quartieri di Valle Muricana o della Cassia: 

sono numerose le strade che a Roma nord spesso rimangono al buio con buona pace dei residenti costretti nell’oscurità.

Una questione di sicurezza stradale ma anche domestica, l’illuminazione è infatti un buon deterrente contro furti in appartamenti, attività commerciali e garage. 

OPERAZIONE: SOS LAMPIONI

 il Municipio XV ha lanciato ‘Sos lampioni’ la nuova procedura dedicata ai cittadini per la segnalazione dei malfunzionamenti dell’illuminazione pubblica nel territorio.

Un ulteriore servizio che si aggiunge a quello della società Acea, e che permetterà agli uffici del Quindicesimo di comunicare direttamente con i residenti e tracciare meglio i malfunzionamenti.

Dopo aver segnalato il guasto al numero verde di Areti Spa 800 130 336, basterà infatti inviare una mail a soslampioni.mun15@comune.roma.it indicando il numero di segnalazione, la zona (strada e altezza civico), la tipologia del guasto e da quanti giorni persiste, e il numero dei pali non funzionanti. 

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Caro bollette primo problema per le aziende

Il caro bollette è diventato il primo problema delle aziende, seguito dall’aumento dei costi di trasporto e dalla carenza di liquidità. È quanto emerge dall’indagine dell’Unione europea delle cooperative realizzata a livello nazionale in riferimento al Consiglio dei ministri sul decreto per le contromisure al problema, con un intervento da 5-6 miliardi, per alleviare soprattutto i costi delle imprese. Quasi 1 impresa su 5 (18%) si attende aiuti per l’aumento delle bollette, mentre una fetta equivalente (19%) ha deciso di investire sul risparmio energetico e su sistemi a basso impatto ambientale per fare fronte all’esplosione del costo dell’energia, fra carburanti elettricità e riscaldamento.

Imprese che investono su soluzioni green

Fra le imprese che investono su soluzioni green, il 27% sta puntando sulla coibentazione con isolamento termico delle sedi di lavoro in modo da ridurre il peso delle bollette di luce e gas, il 10% sta creando spazi verdi per la mitigazione dei microclimi urbani e quasi la metà (47%) ha realizzato pannelli fotovoltaici per la produzione di elettricità, messo impianti per il risparmio idrico, comprato attrezzature ed elettrodomestici a basso consumo energetico, mentre il 16% ha optato per l’acquisto di auto ibride per ammortizzare l’effetto del caro carburanti.

Caro energia sta mandando in tilt i parametri economici

Il caro energia sta mandando in tilt i parametri economici alla base dei contratti di appalto per la fornitura di beni e servizi e per la gestione di attività sociali, assistenziali ed educative. Una situazione che complicando non poco il lavoro di una larga fetta delle 80 mila cooperative italiane che a livello nazionale impiegano oltre un milione di persone dalla salute al sociale, dai servizi alla logistica, dal turismo all’alimentare, dalla scuola allo sport fino agli spettacoli. Con l’85% delle merci che viaggia su strada, conclude Uecoop, il caro prezzi minaccia anche le catene di approvvigionamento considerato che la benzina ha sfondato i 2 euro al litro con aumenti a due cifre per il pieno al distributore.

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ANBI: “Prudenza sulle trivellazioni in Adriatico”

«Sulla questione energetica, pur puntando prioritariamente sulle rinnovabili, l’ANBI non si schiera con un aprioristico partito del no. Anche perché i Consorzi di bonifica ed irrigazione sono vittime dei rincari, pagando bollette salatissime, nonostante siano produttori netti di energia green. Sulle trivellazioni in Alto Adriatico, però, ci appelliamo ad un elementare principio di precauzione verso popolazioni, che hanno visto il territorio abbassarsi anche di 4 metri sia nel rodigino che nel ferrarese, a causa della subsidenza indotta delle estrazioni di acque metanifere». Lo afferma Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), intervenuto al sopralluogo lagunare della Commissione Agricoltura del Senato, che ha visionato, su iniziativa del Presidente, Gianpaolo Vallardi, i gravi danni indotti dalle estrazioni metanifere nel Delta del Po.

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100 borse di studio per stundetesse dei corsi STEM

Assegnate 100 borse di studio del valore annuale di 3255 euro ad altrettante studentesse che si sono immatricolate a corsi triennali STEM (Scienze, tecnologia, ingegneria e matematica). L’iniziativa messa in campo da Sapienza si chiama #100ragazzeSTEM ed è destinata a ragazze residenti fuori sede, che si sono diplomate nell’a.a. 2020/2021 con votazione pari a 100 e che non sono titolari di altra borsa di studio. Le assegnazioni delle borse terranno conto di criteri di ISEE e di età anagrafica e per il loro mantenimento negli anni successivi al primo sono previsti criteri di merito legati all’acquisizione dei CFU previsti.

Segnale concreto per sostenere la componente femminile nella formazione in ambito scientifico

«Questa iniziativa rappresenta un segnale concreto per sostenere la componente femminile nella formazione superiore in ambito scientifico, riducendo il cosiddetto “gap” di genere, uno degli obiettivi espressi dal PNRR – spiega la Rettrice Antonella Polimeni – e si inserisce nell’ambito delle linee strategiche delineate da Sapienza, peraltro puntualmente declinate nel Gender Equality Plan recentemente adottato dall’ateneo». L’azione messa in campo (100 borse di studio STEM) arriva nella giornata in cui la CRUI (la Conferenza dei rettori delle Università Italiane) ha eletto 3 rettrici come nuove componenti della Giunta. Si tratta di Tiziana Lippiello dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, Alessandra Petrucci dell’Università di Firenze e Antonella Polimeni della Sapienza.

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Ibis eremita ucciso a Roma

Tra l’apprezzamento della comunità locale e la gioia di animalisti e amanti della natura, solo pochi giorni fa i siti Web e i social media dell’ente di gestione del Parco Naturale Regionale Bracciano Martignano hanno diffuso le foto dell’avvistamento, alla periferia di Bracciano, di un bellissimo esemplare di Ibis eremita o waldrapp (Geronticus eremita). Un raro uccello pelecaniforme e migratore della famiglia dei Treschiornitidi, una specie in pericolo di estinzione, tutelata nell’ambito del programma LIFE+ dall’Unione Europea. Però ecco la doccia fredda tramite un comunicato della Lipu: “un esemplare di Ibis eremita trovato morto a Roma all’interno dell’Azienda agricola di Castel di Guido, impallinato a fucilate nei pressi della Riserva Naturale Statale Litorale Romano e dell’Oasi Lipu di Castel di Guido”.

Due diversi esemplari

Seppur della stessa specie, si tratta però di due diversi esemplari, monitorati e tracciati nel progetto Waldrapp: quello ucciso a Roma si chiamava Leonardo, mentre quello avvistato a Bracciano è Eduardo. Quest’ultimo per arrivare nei pressi dell’area del complesso lacuale ha percorso 1.703 Km, attraversando ben tre diverse nazioni. È quindi verosimile che Leonardo ed Eduardo stessero percorrendo insieme lo stesso corridoio ecologico, ovvero la migrazione nell’area tra i laghi sabatini e la Capitale alla ricerca di un habitat selvatico adeguato. Infatti Castel di Guido, zona nell’Agro Romano, si trova ad una trentina di chilometri di distanza dalla periferia di Bracciano. «L’uccisione dell’Ibis eremita a Roma è un gravissimo crimine ambientale, un atto vergognoso», commentano Vittorio Lorenzetti e Daniele Badaloni, rispettivamente presidente e direttore dell’ente di gestione del Parco Naturale Regionale Bracciano Martignano.

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Giornata Internazionale del Risparmio Energetico di Poste Italiane

Si celebra domani 18 febbraio la Giornata internazionale del risparmio energetico. La ricorrenza, istituita il 16 febbraio 2005, in occasione dell’entrata in vigore del protocollo di Kyoto, ha l’obiettivo di salvare il pianeta dai danni dei cambiamenti climatici. Poste Italiane, in linea con i principi generali che definiscono uno sviluppo compatibile con la salvaguardia dell’ambiente, conferma la sua Politica di Sostenibilità Ambientale, finalizzata a promuovere iniziative e cultura a tutela della salvaguardia dell’ambiente e si impegna a raggiungere l’obiettivo di diventare un’azienda a zero emissioni nette entro il 2030. Anche a Roma e provincia, l’Azienda continua a implementare una serie di progetti di efficientamento energetico che già hanno prodotto degli ottimi risultati.

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Le nuove Reti ERN del Bambino Gesù

Passano da 15 a 20 le Reti ERN (European Reference Network, reti di riferimento europee) dedicate a differenti gruppi di malattie rare e complesse per le quali l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è Centro di riferimento. Fra gli istituti pediatrici di tutta Europa, l’ospedale della Santa Sede è quello che partecipa al maggior numero di reti.

Progetto avviato nel 2011

Il progetto delle Reti di Riferimento Europee, avviato nel 2011, ha l’obiettivo di dare vita a un network di Centri altamente specializzati nella ricerca e nel trattamento delle malattie rare per condividere le conoscenze e ottimizzare le cure erogate ai pazienti, superando i confini del proprio Paese. Il principio di base di questo modello di assistenza sanitaria “virtuale”, infatti, è quello di far viaggiare le competenze e non il malato. Dal gennaio 2022 l’ampliamento delle Reti con l’ingresso di nuovi Centri d’eccellenza dislocati in tutti i Paesi dell’Unione, ha esteso l’ambito geografico delle ERN e, quindi, la possibilità per i malati rari di tutta Europa di accedere a cure e assistenza altamente specializzate. Alle malattie rare è dedicata una Giornata Mondiale che si celebra il 28 febbraio di ogni anno.

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Hotel in crisi, all’Ambasciatori Palace scattano 51 licenziamenti

Si allarga la crisi occupazionale nel settore alberghiero, duramente colpito dalla pandemia. 

L’Ambasciatori Palace di via Veneto ha avviato le procedure di licenziamento collettivo per 51 lavoratori,

dopo quelle già partite nel mese scorso per Majestic, Cicerone e Sheraton. 

Dura la reazione delle organizzazioni sindacali di fronte all’avvio delle procedure di licenziamento per il prestigioso hotel che si affaccia sulla strada della Dolce Vita. 

«Anche nel caso dell’Ambasciatori Palace, nonostante ci siano tutti gli strumenti per attendere la fine dei lavori avviati per la ristrutturazione edilizia, 

chi prima ha fatto shopping decide di scaricare i lavoratori, sfruttando la pandemia. Inaccettabile», è l’accusa mossa dai rappresentanti delle organizzazioni dei lavoratori. 

«La gravità della situazione, con controparti senza alcuna responsabilità, necessita un intervento normativo che non è arrivato. 

 Il timore, sempre più fondato – hanno aggiunto i sindacalisti – è che questo sia un metodo e che prenda piede tra chi ha deciso di fare tabula rasa dei diritti dei lavoratori.

«Sul turismo a Roma è emergenza, serve subito un consiglio comunale straordinario con i ministri del Turismo e del Lavoro»,

aveva lanciato l’allarme pochi giorni fa Alessandro Onorato, l’assessore comunale al Turismo, grandi eventi, moda e sport.

«Il Covid ha messo in ginocchio le aziende del turismo e dei servizi collegati in tutto il mondo ma a soffrire di più sono le grandi città d’arte». 

A far scattare l’allarme del Campidoglio sono stati, prima ancora dei licenziamenti all’Ambasciatori Palace, quelli di tutto il personale dell‘hotel Sheraton all’Eur e del Majestic,  sempre in via Veneto: 

«Si tratta di 210 persone. Il prossimo sarà l’hotel Cicerone, ma il rischio è che a breve ci sia un’ulteriore escalation negativa», aveva osservato Onorato.

 «Roma è quella che paga il prezzo più alto, 350 sono gli alberghi romani chiusi temporaneamente da marzo 2020 “.