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Internazionali di Nuoto – Trofeo Settecolli

Anche quest’anno Radio Roma Capitale, insieme a Rete Sport e Radio Sei, è media partner del Trofeo Settecolli – Internazionali di Nuoto, giunto alla sua sessantesima edizione, in programma da venerdì 21 a domenica 23 giugno al Foro Italico.

Biglietti in vendita su TicketOne.

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Radio Roma Capitale media partner di Padel e Salute 2024

Anche quest’anno Radio Roma Capitale, insieme a Rete Sport e Radio Sei, è media partner dell’evento “Padel e Salute”.

La manifestazione si terrà venerdì 7 e sabato 8 giugno al centro Sapienza Sport di Tor di Quinto.

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Radio Roma Capitale è media partner di Roma Pizza Contest

DAL 17 AL 19 MAGGIO ‘ROMA PIZZA CONTEST’ AL SAN PAOLO DISTRICT

PIZZERIE ROMANE IN SFIDA

Da venerdì 17 a domenica 19 maggio si svolgerà al San Paolo District la prima edizione di Roma Pizza Contest. L’evento prevede diverse competizioni tra alcune pizzerie della Capitale, che si sfideranno nei diversi contest in gara: Tonda Romana, Napoletana, Teglia e Pala. La manifestazione è organizzata da Michele e Daniele De Ventura, già noti nel settore dell’enogastronomia con l’evento ultradecennale ‘Simposio Trionfo del Gusto’, con oltre 10 edizioni alle spalle e 150mila presenze di visitatori negli anni.

GIURIA

A giudicare le pizzerie in gara sarà un’unica giuria, composta da maestri pizzaioli, esperti del settore e giornalisti. Le pizze in gara saranno giudicate per l’impasto, l’aspetto, la forma, la cottura, la consistenza, la croccantezza, il topping.

MASTERCLASS E LABORATORI PER BAMBINI

Roma Pizza Contest vuole promuovere anche le nuove tendenze del settore, sono previste Masterclass e approfondimenti con gli addetti ai lavori e gli operatori del mondo pizza. Ci saranno laboratori gratis per bambini. 

DEGUSTAZIONI 

Grande spazio alle degustazioni, dove i visitatori potranno assaggiare le diverse specialità. Ad accompagnare le pizze anche i fritti all’italiana, e un corner con birre e spritz da abbinare alla proposta food. 

INGRESSO LIBERO

Roma Pizza Contest’ vuole essere un evento di condivisione e pertanto l’ingresso è libero, aperto alle famiglie. Le degustazioni presso le pizzerie sono a pagamento.

INFORMAZIONI

DOVE

San Paolo District (Ex Deposito Atac – Farmer’s Market San Paolo)

via Alessandro Severo, 48 

COME ARRIVARE

In metro: Fermata San Paolo (Metro B), in treno (Stazione San Paolo), in auto (Tangenziale – Uscita 26 Pontina/Colombo/Eur).

QUANDO

Dal 17 al 19 Maggio 2024

venerdì dalle 18:00 alle 23.00; sabato dalle 11:00 alle 23:00; domenica dalle 11:00 alle 23.00

PREZZO

Ingresso Libero

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Nuovo Codice della Strada, D’Amato a RRC: non nella direzione di ridurre incidenti

La revisione del testo del codice della strada, fermo in Senato in attesa di approvazione, continua a far discutere. Nel corso della mattinata di ieri, sulle frequenze di Radio Roma Capitale, hanno contribuito a fornire una prospettiva globale della questione i punti di vista di due ospiti di eccezione: il consigliere regionale del Lazio Alessio D’Amato ed il presidente dell’Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale Giordano Biserni, intervenuti durante la trasmissione condotta da Andrea Pranovi per trattare il tema della sicurezza stradale ed evidenziare le criticità emerse dalle modiche proposte dal disegno di legge.

“Ci sono aspetti positivi e altri meno positivi”, commenta in apertura Biserni, che annovera tra i maggiori punti favorevoli del ddl “le nuove misure che riguardano il contrasto all’alcool ed alle droghe”. In particolare il presidente ASAPS apprezza il trattamento riservato ai recidivi: di fatto, “il recidivo con condanna sarà obbligato a far montare sulla vettura il cosiddetto alcol-lock, un sistema di controllo alla partenza del veicolo che consentirà la partenza solo se il guidatore risulterà negativo alla valutazione dell’espirazione”, oltre all’introduzione del codice unionale 68, a seguito del quale “dovranno avere valore alcolemico pari allo zero assoluto” ed “all’accertamento del consumo (di sostanze stupefacenti, ndr) per il ritiro della patente”. La maggiore mancanza percepita nella revisione è ancora una volta relativa all’alta velocità, “sulla velocità non si scherza“, tuona Biserni, “nel 2024 siamo già a 108 pedoni morti sulle strade, siamo a 40 ciclisti morti, lo scorso anno erano 22“.

Il quadro emergenziale dipinto a livello nazionale raggiunge dimensioni ancor più preoccupanti se si osserva il fenomeno nella dimensione regionale. Particolarmente attento alla sicurezza stradale, firmatario della proposta di legge “Lazio Strade Sicure“, il consigliere della Regione Alessio D’Amato appare critico nei confronti del Nuovo Codice: “Gli obiettivi (di Lazio Strade Sicure, ndr) puntano tutto sulla prevenzione e sul recepimento delle direttive comunitarie, purtroppo in Italia ogni anno abbiamo oltre tremila morti. Il Lazio e Roma sono la maglia nera, oltre 339 morti nell’ultimo anno“, analizza il consigliere, “bisogna mettere in campo tutte le azioni necessarie per fronteggiare questo fenomeno”. “Il nuovo codice non va in questa direzione”, ricorda D’Amato, “non va incontro alle esigenze di chi ha vissuto in prima persona delle tragedie importanti“.

Il codice così pensato, inoltre, non incentiva a ricercare soluzioni in forme alternative di mobilità. Problema particolarmente sentito nella Capitale: “A Roma ci sono almeno mille passaggi pedonali che vanno messi in sicurezza”, racconta il consigliere regionale, “nell’ultimo anno 79 vittime tra pedoni e ciclisti, che sono gli utenti deboli della strada”. Tra i maggiori timori, ancora una volta la gerenza dell’alta velocità e la totale assenza di un’educazione stradale: “Non ci sono attività di prevenzione”, ammonisce, “vengono aumentati i limiti di velocità anche per i neopatentati, vengono tolte ai comuni alcune possibilità per modificare la circolazione o limitare alcune zone a velocità più ridotte. Queste azioni combinate non sono sicuramente nella direzione di ridurre gli incidenti“, conclude D’Amato.

Veronica Brunetti

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Ferrovia Roma Nord, Comitato Pendolari: tratta extraurbana abbandonata

Questa mattina, in collegamento con Andrea Pranovi, è intervenuto Fabrizio Bonanni, presidente del Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord, per commentare i dati allarmanti su ritardi e soppressioni delle corse confermati dal rapporto Pendolaria 2023 di Legambiente. “Abbiamo pubblicato il bollettino di marzo ieri e non c’è da sorridere“, racconta Bonanni, “nel primo trimestre del 2024 siamo ad oltre 1300 corse soppresse, tra urbane ed extraurbane“.
In soli tre mesi una percentuale oscillante tra il 10 ed il 15 percento del totale delle corse non ha avuto attività, ed il quadro risulterebbe addirittura aggravato: “Molte delle soppressioni non vengono rilevate”, afferma il presidente, riferendosi alle segnalazioni di ritardi infiniti per treni che dovrebbero partire ogni dieci/quindici minuti, che ne determinano inevitabilmente la cancellazione.

Le criticità emerse dal rapporto ben descrivono, inoltre, la percezione degli utenti relativamente alla ferrovia, lasciati spesso in balia delle spinosità endogene al servizio in particolare per quanto concerne la tratta Roma Nord.
Il “crollo verticale dei biglietti e degli abbonamenti” diviene cartina al tornasole di “un servizio sempre più scadente“, tuona Fabrizio Bonanni. Condizioni inaccettabili, considerato che “la regione abbia dato un aumento di 80 milioni di euro in dieci anni a Co.Tral per sopperire ad alcune mancanze dell’attuale contratto”, continua.

Gli sforzi condotti per migliorare il servizio risultano pertanto ancora insufficienti: hanno avuto inizio il 5 febbraio i lavori per il rinnovo dell’armamento ferroviario in alcuni tratti della linea urbana e per la messa in sicurezza dei passaggi a livello pericolosi che hanno determinato la chiusura anticipata della la ferrovia, prevedendo bus sostitutivi, anche loro spesso mai partiti.
La frustrazione raccontata dai pendolari ben descrive la quotidianità a bordo dei treni del tratto Roma Nord: “C’è una tratta urbana che più o meno va, anche se con molte riduzioni di corse e poi c’è una tratta extraurbana completamente abbandonata“, conclude il presidente del comitato pendolari.

Veronica Brunetti

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Emergenza liste d’attesa, Rosati (Cittadinanzattiva) a RRC: investire sul personale sanitario

In diretta su Radio Roma Capitale, con Andrea Pranovi, è intervenuto Elio Rosati, segretario regionale di Cittadinanzattiva, riguardo le criticità dovute a tempi e gestione delle liste d’attesa nella Regione Lazio. Stando ai risultati emersi dal Rapporto civico sulla salute 2023, i problemi relativi al sistema di prenotazione ReCup sembrerebbero ancora distanti dalla risoluzione: le numerose segnalazioni che arrivano costantemente a Cittadinanzattiva denunciano le difficoltà riscontrate dagli utenti nell’accesso ai sistemi di prenotazione online delle Asl laziali e lasciano emergere sin da subito due elementi chiave: l’esigenza di un’innovazione tecnologica, che coinvolga in particolare la funzionalità della piattaforma, e la necessità di ingenti investimenti sulla forza lavoro.

“La carenza del personale sanitario“, spiega Rosati, “produce in modo automatico un problema di accesso. L’altro grande tema è quello degli strumenti, quindi l‘innovazione tecnologica che può rendere più accessibili i servizi“.
Rendere la piattaforma ReCup più funzionale ed in grado di collegare più servizi utili al cittadino “ha bisogno di una filiera complessiva che non presenti intoppi, oggi purtroppo abbiamo ancora molte segnalazioni che riguardano le lunghe liste di attesa” commenta il segretario, ed inoltre, l’ingente portata di richieste che quotidianamente tocca il sistema non riesce ad esaurirsi nella scarsa offerta sanitaria proposta. Di fatto, “l’offerta sanitaria caricata dalla parte pubblica copre il 35%” racconta Elio Rosati, che continua riscontrando nell’assenza di medici specialisti la genesi del problema, oltre che nella fisiologica percentuale di prenotazioni riservate ai pazienti ricoverati nelle strutture pubbliche.

Ad aggravare il quadro, l’offerta caricata dalla sanità privata accreditata con la Regione Lazio risulta ben lontana dal regime di soddisfazione: al 2022 rappresentava una percentuale in oscillazione tra lo 0.5 e l’1.5, numeri di molto inferiori agli accordi iniziali e sulla quale crescita il Movimento Cittadinanzattiva continua a monitorare.
Bisogna lavorare sull’offerta“, ricorda il segretario, “bisogna lavorare su una procedura che sia più lineare possibile, dove il cittadino non faccia la pallina da ping pong ma sia il sistema a prenderlo in carico“, possibilità che si traduce necessariamente nell’aumento del corpo sanitario, nella stabilizzazione di precari e gettonisti: “C’è tanto da fare su questo tema, a livello ministeriale si è anche insediato un tavolo di lavoro ristretto in cui noi siamo presenti. Bisogna lavorare sull’organizzazione, sui servizi sull’innovazione e moltissimo sul personale sanitario”, conclude Elio Rosati.

Veronica Brunetti

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Ascensori e scale mobili fuori uso, Nanni (Commissione Giubileo) a RRC: risultati entro l’anno

Le stazioni della metropolitana di Roma tornano protagoniste delle preoccupazioni dei cittadini, scale mobili non attive e ascensori fuori uso minano l’accessibilità al trasporto pubblico per individui con disabilità motorie o a mobilità ridotta. Scade, infatti, tra maggio e novembre del 2024 la “vita tecnica” trentennale delle scale mobili delle fermate Magliana, Colosseo, Garbatella, Laurentina, Termini, San Paolo, Piramide e degli ascensori di Marconi, San Paolo, Eur Fermi, Garbatella, Eur Palasport, Piramide, Magliana e Laurentina sancendo quindi l’impossibilità di utilizzo da parte dei viaggiatori.
L’ingente portata del problema ha determinato la necessità di inserire la riqualificazione degli impianti tra le priorità dell’Agenda capitolina, di fatto, già nel novembre 2022 è stata approvata la delibera relativa allo stanziamento dei fondi necessari per procedere alla realizzazione delle opere.

L’avvento del Giubileo del 2025 segna la data utile per la conclusione dei lavori, l’obiettivo del Campidoglio sembra essere il raggiungimento di una percentuale pari al 95% di impianti funzionanti, tra ascensori e scale mobili: le prime ripartenze riguarderanno gli ascensori delle stazioni Annibaliano e Conca d’Oro sulla diramazione B1, ai quali dovrebbe seguire la riapertura di un impianto della fermata Libia.
Sul tema, particolarmente sentito dai romani, stamattina durante la trasmissione di Andrea Pranovi, con Paolo Cento, è intervenuto anche Dario Nanni, consigliere dell’Assemblea Capitolina e Presidente della Commissione Speciale “Giubileo 2025”.

Dopo aver fornito informazioni chiare circa la realizzazione delle opere attese per l’evento, Nanni affronta l’emergenza relativa all’accessibilità delle stazioni del TPL auspicando risultati significativi entro la fine dell’anno corrente: “Già abbiamo fatto un paio di commissioni rispetto alle stazioni ferroviarie”, afferma, “penso che sia un tema fondamentale, ci stiamo lavorando molto“. Il rischio di fornire a turisti provenienti da tutto il mondo un’immagine della Capitale lontana dal decoro e dall’efficienza comporta necessariamente un monitoraggio costante sulla situazione: “Abbiamo avuto dei problemi, la stazione di Pigneto dopo 3 gare deserte non si riqualificherà. Altri interventi, invece, fortunatamente andranno in porto” conclude il presidente. Coerentemente con le parole del consigliere , sembrano essere in via di risoluzione i problemi relativi alle stazioni della linea Roma-Lido: “Su questo fronte c’è un miglioramento” commenta Maurizio Messina del Comitato Pendolari Roma-Lido in collegamento telefonico, “le scale mobili sono quasi tutte ok”, continua, auspicando la ripartenza anche degli ascensori coordinata da Astral “che abbiamo incontrato il 14 marzo”, racconta. “Tra maggio e settembre dovrebbero andare a posto. Dovremmo avere un miglioramento tangibile”, conclude Messina.

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Sanità, Coppotelli (CISL Lazio): cittadini soddisfatti a metà

In diretta con Andrea Pranovi, su Radio Roma Capitale, è intervenuto stamattina Enrico Coppotelli, segretario generale della Cisl del Lazio, per spiegare i risultati emersi dalla ricerca “La sanità del Lazio oltre l’emergenza: al centro le persone ed il lavoro”, condotta dal sindacato al fine di monitorare la percezione che utenti e dipendenti del SSR hanno della sanità laziale e più in generale lo stato di salute in cui verte il comparto.
I dati raccolti, discussi alla presenza anche del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, raccolgono le opinioni di cittadini e lavoratori del settore riguardo le maggiori criticità e i maggiori punti di forza del sistema sanitario regionale e mostrano un livello generale di “soddisfazione a metà”: “I cittadini romani e laziali hanno una percezione della sanità positiva quando vengono presi in carico“, commenta Coppotelli, che continua evidenziando nella gestione delle liste e dei tempi di attesa i maggiori punti nevralgici che caratterizzano il settore: “Una persona per prenotare un esame impiega mesi e mesi e questo dà poi, purtroppo, quasi la necessità di rivolgersi alla sanità privata“, conclude.
Nonostante ci siano “ancora molte criticità da dover risolvere“, stando ai dati riferiti ai monitoraggi sulle prenotazioni, la situazione “negli ultimi mesi è sensibilmente migliorata“, afferma il segretario, anche grazie all’affidamento delle liste al settore privato convenzionato, azione che ha contribuito ad una maggiore funzionalità della sanità pubblica. “In una fase di emergenza così importante è una risposta rilevante”, continua, “ma non può essere una risposta strutturale. Crediamo che la sanità debba essere necessariamente a trazione pubblica”.

Circa l’80% dei rispondenti al sondaggio, infatti, dichiara di essersi dovuta rivolgere negli ultimi anni alla sanità privata, così come il 59% dei lavoratori del SSR ha dichiarato di aver dovuto mandare un proprio paziente nel privato.
Il fenomeno, spiega Coppotelli, è strettamente legato a due fattori chiave, endogeni della sanità laziale: l’alta presenza di utenti che godono di sanità integrativa, e la necessità di accedere rapidamente a cure essenziali, incompatibilmente con i tempi di accesso nel sistema pubblico. “Sanità pubblica e privata possono convivere”, specifica l’ospite, “la privata, però (ndr), può essere integrativa, non sostitutiva di quella pubblica. Il Covid ci ha lasciato in eredità molte consapevolezze, una tra tutte è quella che non possiamo fare a meno di una sanità efficiente e di qualità”.

Nel quadro risolutivo della critica gestione dei tempi, assume particolare significatività la consapevolezza di dover operare ingenti investimenti: “Le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza metteranno a terra nella nostra regione importanti investimenti soprattutto strutturali“, commenta il sindacalista, ricordando, però, che gli investimenti relativi alle risorse umane risultano insoddisfacenti: “Abbiamo investito pochissimo sulla formazione continua, abbiamo investito pochissimo sulla qualità delle retribuzioni dei lavoratori”, afferma. Per poter immaginare un miglioramento coerente e costante, in grado di investire il settore nella sua interezza, risulta necessario provvedere al potenziamento della forza lavoro, soprattutto di fronte al dato sempre in crescita di medici ed operatori che smettono di operare nel Lazio o addirittura cambiano lavoro per riuscire a conciliare la vita lavorativa con quella privata. Su tale premessa si basa anche l’indennità recentemente riconosciuta per le attività svolte dai medici (riconoscimento richiesto anche per gli infermieri).
“Medici, infermieri e personale del comparto l’uno non potrebbe lavorare senza l’altro”, asserisce il segretario Cisl, interdipendenza che racconta l’esigenza di procedere alle stabilizzazioni degli operatori, di ridurne la precarietà, per poter intraprendere un reale processo di cambiamento.

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Violenza sulle donne, Lucarelli a RRC: Roma e Lazio all’avanguardia nella presa in carico delle vittime

In diretta con Andrea Pranovi su Radio Roma Capitale è intervenuta stamattina l’assessore alle Politiche della Sicurezza, Attività Produttive e Pari Opportunità Monica Lucarelli per commentare la situazione relativa all’accoglienza per le donne vittime di violenza nel territorio della Capitale.
I numeri relativi alla violenza di genere a livello nazionale continuano a raggiungere cifre critiche, il tema riempie articoli e salotti televisivi e di discussioni attorno alle cause ed alle azioni di contrasto necessarie se ne intavolano diverse, rischiando spesso di fornire distorsioni della realtà dettati dall’esasperazione di una situazione già notoriamente critica.

“Allarmismo secondo me non bisogna farne. Roma ed in generale la Regione Lazio sono all’avanguardia nel nostro paese per la presa in carico delle donne vittime di violenza“, esordisce l’assessore, fornendo una descrizione puntuale dell’attività svolta dai centri di presa in carico delle vittime di violenza, come i centri antiviolenza “aperti circa 46 ore a settimana, tutti i giorni per nove ore, dal lunedì al venerdì”, ricorda la Lucarelli, “abbiamo a Roma le case rifugio, che sono di varie tipologie, quindi case rifugio, case di semi autonomia, fino anche agli appartamenti per la seconda autonomia, che sono per seguire quelle donne che hanno necessità, con i loro figli minori, di uscire anche velocemente da situazioni di violenza”.

La rete di sostegno per le vittime è attiva nel territorio di Roma e provincia, eppure l’intensità del fenomeno chiede maggiori sforzi: “Siamo ancora lontani dagli obiettivi della Convenzione di Istanbul di avere un posto letto ogni centomila abitanti”, commenta l’assessore alle Pari Opportunità, “dovremmo avere circa 300 posti letto, oggi ne abbiamo a disposizione circa 112, ma questi 112 aumenteranno con i fondi che stiamo mettendo a disposizione anche grazie alle linee di finanziamento che abbiamo trovato” – continua – “linea di finanziamento importante, quella del PN Metro Plus dove andremo a mettere 6 milioni di euro per l’apertura di 3 nuove case rifugio e 2 nuovi centri antiviolenza, che andranno a coprire i territori soprattutto del Terzo e del Decimo Municipio che ancora non hanno un centro antiviolenza”.

Non potendo contare sui fondi dedicati alla gestione del problema previsti nel PNRR, “a Roma abbiamo cercato altri finanziamenti, in parte fondi ordinari ed in parte fondi straordinari per ampliare sempre di più questa rete”, racconta l’assessora.
Di fatto individuare nuove strutture adatte all’accoglienza di donne e minori coinvolti in realtà violente capeggia le priorità dell’amministrazione capitolina, esigenza che potrebbe risolversi nell’individuazione di beni confiscati alla mafia adatti alla conversione in case rifugio o centri anti violenza, iniziativa “avviata anche dall’amministrazione precedente” ma difficilmente esaudibile viste le caratteristiche specifiche che centri di questo tipo devono presentare: “devono essere in luoghi che devono garantire anche certe caratteristiche di sicurezza per le donne”, asserisce Monica Lucarelli, “luoghi che possono essere raggiungibili attraverso mezzi pubblici“. Al contrario, spesso, immobili derivati da confische ad organizzazioni criminali sorgono in contesti non urbanizzati o prevedono costi elevatissimi per eliminare elementi di abuso edilizio o per la ristrutturazione di interni spesso fatiscenti.

La strada da compiere per il rafforzamento della rete di sostegno per le vittime è ancora lunga da percorrere, ed ancor più tortuoso è il sentiero da costruire per contrastare il fenomeno della violenza di genere, necessario ricordare però gli strumenti ad oggi dedicati all’ascolto ed al supporto delle donne coinvolte, primo tra tutti il Numero Anti Violenza e Stalking 1522, attivo 24 ore su 24, gratuito, anonimo e disponibile in più lingue.

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Smog, Prof. Maruotti (LUMSA) a RRC: domeniche ecologiche non riducono inquinamento

In diretta su Radio Roma Capitale con Andrea Pranovi, interviene Antonello Maruotti, professore ordinario di Statistica presso l’Università LUMSA, per discutere i risultati emersi dallo studio relativo all‘inquinamento atmosferico della Capitale condotto analizzando le rilevazioni effettuate dalle 14 centraline Arpa collocate sul territorio di Roma negli ultimi cinque anni.
La raccolta dei 25.564 dati sui diversi agenti inquinanti, avvenuta nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2019 ed il 31 dicembre 2023, fornisce una mappatura dello smog da polvere sottili nei cieli di Roma ed evidenzia gli elementi critici ancora dominanti: “Ci sono alcune zone di Roma in cui ancora l’inquinamento atmosferico è molto alto” – commenta il professore – “Dobbiamo ricordare che quando parliamo di allarme per l’inquinamento ci riferiamo ai livelli del Pm10 che non devono essere superiori a 50 microgrammi per metrocubo più di 35 volte l’anno. Ci sono zone di Roma in cui questo limite di 35 giorni di superamento all’anno viene regolarmente superato da diversi anni”.

Nonostante i passi avanti compiuti rispetto al passato, zone ad alta densità di traffico ancora registrano livelli allarmanti: Tiburtina ad esempio in media registra i 36 sforamenti annui, con il raggiungimento del picco avvenuto nel 2020 con 46 superamenti del limite. Di fatto nonostante coincida con l’anno del lockdown dovuto dalla pandemia da Covid 19, il 2020 ha registrato livelli tra i più elevati relativi alla concentrazione di Pm 10: “Le concentrazioni di Pm 10 vedono maggiori livelli nei mesi di gennaio, febbraio e dicembre, nei mesi freddi. Proprio nel 2020 si attestano valori molto più elevati della soglia di rischio rispetto a quello che abbiamo osservato negli altri anni. Gennaio ed anche febbraio del 2020 hanno registrato dei livelli veramente anomali di pm10 nell’aria“, spiega Maruotti.
Ad influenzare l’andamento delle misurazioni, infatti, “sono fondamentali le condizioni metereologiche” oltre che la collocazione e la dotazione delle centraline, le quali “hanno un ruolo diverso e misurano anche inquinanti e variabili diverse” ricorda l’esperto.

Le differenze derivate dalla collocazione delle centraline ne permettono la classificazione in quattro categorie (urbana traffico, urbana background, suburbana background e rurale background) e richiedono il necessario intervento di statistici per “inserire all’interno dei nostri modelli più variabili possibili che siano in grado di tener conto anche di queste differenze, non solo tra le centraline ma anche sulla loro localizzazione“, continua, “ci sono dei progetti che vanno avanti in diverse città di Italia che prevedono delle macchine elettriche sulle quali vengono montate delle centraline che girano per la città, proprio per risolvere in qualche modo questa problematica. Gli strumenti li abbiamo per migliorare il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico, speriamo che vengano messi in campo anche nel Comune di Roma”.

Strumenti essenziali data anche la funzione pubblica svolta dalle centraline, in grado di guidare le azioni dell’amministrazione in presenza di valori critici, come l’adozione di misure quali il blocco del traffico o le domeniche ecologiche, ritenute dal professore “sicuramente uno strumento importante per la sensibilizzazione dei cittadini verso le tematiche ambientali” eppure poco efficaci nella riduzione della concentrazione di polveri sottili: infatti “dall’analisi dei dati che abbiamo fatto le settimane successive alla domenica ecologica non si è mai registrata una diminuzione del livello di inquinamento da Pm 10“, conclude Maruotti.