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Primo trapianto di organi a cuore fermo al Policlinico Umberto I

Primo trapianto di organi a cuore fermo portato a compimento al Policlinico Umberto I. Grazie alla profonda generosità della signora G.T.E. di 51 anni, ricoverata in gravissime condizioni presso la Rianimazione Centrale, è stato possibile portare a compimento presso il Policlinico Umberto I la donazione. In vita, la paziente aveva manifestato la volontà di donare gli organi e di non essere soggetta a nessun trattamento terapeutico forzato in caso si fosse trovata in condizioni gravissime con lesioni cerebrali irreversibili.

Primo trapianto di cornee, fegato e reni in cinque pazienti tra Roma e Palermo

Accogliendo la sua volontà, ed anche le richieste dei familiari della donna, è stato possibile eseguire la donazione degli organi a cuore fermo consentendo il trapianto di cornee, fegato e reni in cinque pazienti tra Roma e Palermo. «La sanità romana si pone all’avanguardia, questo straordinario intervento arriva ad una settimana dal triplo trapianto di fegato eseguito dall’azienda San Camillo di Roma e desidero ringraziare l’equipe medica multidisciplinare del Policlinico Umberto I e la Rete regionale trapianti per questo risultato straordinario raggiunto», ha commentato l’Assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

Di norma si effettua dopo la morte cerebrale del donatore

Di norma la donazione degli organi si effettua da donatore di cui è stata accertata la morte cerebrale. In questo caso il cuore del donatore aveva smesso di funzionare per arresto cardiaco. La donazione a cuore fermo è una modalità lecita che non richiede riferimenti legislativi o etici differenti rispetto alle leggi esistenti che regolano l’accertamento di decesso del paziente con criteri neurologici. Il caso della signora ha rappresentato una situazione di particolare difficoltà che ha richiesto una procedura clinico chirurgica di alta complessità con un elevatissimo livello di collaborazione tra strutture di discipline diverse.

Lavoro di squadra per il trapianto

Un processo di lavoro “in squadra” che ha coinvolto l’intero DEA Dipartimento Emergenza, a partire dall’Accoglienza dove gli operatori supportano ed informano i famigliari, i medici e gli infermieri del Pronto Soccorso, la Rianimazione DEA e quella Centrale con ECMO team, i tecnici perfusionisti, il personale di sala operatoria, il Team della perfusione degli Organi, l’equipe chirurgiche coinvolte e il personale sanitario del coordinamento locale donazione organi e tessuti. Fondamentale è stato il supporto istituzionale e operativo garantito dal Centro Regionale Trapianti del Lazio diretto dal Dott. Mariano Feccia, e quello del Centro Nazionale Trapianti guidato dal Dott. Massimo Cardillo.

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Technotown riapre al pubblico

Technotown riapre al pubblico da domani, giovedì 19 maggio. L’hub della scienza creativa dell’Assessorato alla Scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale, con l’organizzazione e la cura scientifica di Zètema Progetto Cultura, è ospitato dal 2006 nel Villino Medioevale di Villa Torlonia. Dopo circa due anni di chiusura, in cui sono stati realizzati importanti lavori strutturali, di adeguamento dei solai e delle scale, nonché impiantistici ed edilizi per la prevenzione degli incendi, curati dall’area Facility Management e Progetti Speciali di Zètema,

Technotown completamente accessibile al pubblico con progetto nuovo

Technotown torna completamente accessibile al pubblico e riprende la sua attività con un progetto del tutto nuovo e un diverso pubblico di riferimento. Non più ludoteca scientifica destinata a bambini e ragazzi dagli 8 anni in su, per avvicinarsi alla tecnologia attraverso il gioco, ma una vera e propria fabbrica creativa destinata a ragazze e ragazzi a partire dai 12 anni, un luogo in cui scienza, tecnologia, ingegno, arte e matematica si trasformano in strumenti creativi per educare a realizzare l’impossibile, nuova mission della struttura, con una particolare attenzione alle donne protagoniste del mondo dell’innovazione e della ricerca scientifica.

Nuovo spazio a partire dall’adolescenza

Un nuovo spazio in cui le ragazze e i ragazzi, a partire dall’adolescenza, e con un biglietto d’ingresso speciale pari a 1 euro, potranno scoprire ed esprimere le proprie potenzialità, avvicinarsi al mondo della ricerca e dell’innovazione, ma anche vivere occasioni di incontro, confronto e cooperazione.

L’assessore Pratelli

«Vogliamo fare di questo spazio un luogo vivo e partecipato – dichiara l’Assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro, Claudia Pratelli – che attragga ragazzi e ragazze da ogni parte della città. Lanciare la sua riapertura con il biglietto simbolico a 1 euro è il segno che Roma Capitale ha ambizioni grandi. L’opportunità di attraversare un hub così innovativo, una finestra sul mondo della ricerca e della scienza può significare molto per gli studenti e le studentesse della nostra città: questo luogo può essere soprattutto lo strumento per promuovere in modo trasversale e senza alcun pregiudizio di genere, l’accesso alle materie Stem. Farlo in modo orizzontale e paritario».

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Nuovo traguardo nel trattamento del Parkinson raggiunto al Gemelli

Nuovo traguardo nel trattamento chirurgico del Parkinson raggiunto presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. Per la prima volta in Italia, il dottor Tommaso Tufo, neurochirurgo del Policlinico Gemelli, ha effettuato l’impianto di Percept PC™ con elettrodi direzionali, il neurostimolatore per la terapia di stimolazione cerebrale profonda (Deep Brain Stimulation, DBS) sviluppato da Medtronic, utilizzando tutte le tecnologie più avanzate attualmente disponibili. L’intervento, realizzato su un paziente di 52 anni, affetto da Parkinson, rappresenta un ‘first’ nel suo genere.

Nuovo traguardo grazie alle ultime tecnologie di Medtronic

Per la prima volta, infatti, sono state sfruttate tutte insieme le ultime tecnologie di Medtronic. L’imaging intraoperatorio (O-arm), il neurostimolatore Percept PC™, con elettrocateteri direzionali e, a impianto avvenuto, la ricostruzione del posizionamento degli elettrodi, con un software dedicato. «L’intervento di stimolazione cerebrale profonda (Deep Brain Stimulation, DBS) – spiega il dottor Tufo – è una tecnica da tempo validata (il primo impianto di questo tipo effettuato al Gemelli, che fu anche uno dei primi in Italia, risale al 1996), che trova indicazione nei disturbi del movimento come malattia di Parkinson, tremore essenziale e distonia, quando la terapia medica non abbia dato risultati ottimali o sia gravata da importanti effetti collaterali.

Trattamento per pazienti di età inferiore ai 65 anni

Questo trattamento è riservato a pazienti giovani, di età inferiore a 65 anni, che rispondono poco alla terapia medica o che presentino dalla stessa effetti collaterali disabilitanti, come effetti on-off, fluttuazioni motorie, blocchi». Questi interventi agiscono sui sintomi del Parkinson, ma non lo curano. Consentono però di ottenere una sorta di ‘ringiovanimento’ della malattia; per il paziente è come tornare indietro alle prime fasi del suo Parkinson. È come essere in trattamento con un farmaco ideale ‘H24’, compresa la notte, a dosaggio costante. Il paziente può attendersi un miglioramento dei sintomi motori e si riesce a ridurre la terapia farmacologica.

Risposta al trattamento ha buona durabilità

La risposta a questo trattamento ha anche una buona durabilità. La DBS consiste nell’impianto di un neurostimolatore, (una sorta di pacemaker del cervello), costituito da un generatore che, come quello del pacemaker cardiaco, è alloggiato in una tasca cutanea sotto la clavicola, e di un microelettrodo che è posizionato a livello dei nuclei della base, strutture nervose che si trovano nelle profondità del cervello.

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Premiati i vincitori del “Circular economy and environmental sustainability in the poultry supply chain”

Premiati presso la sede di WeGil a Roma, i vincitori della challenge “Circular economy and environmental sustainability in the poultry supply chain”, lanciata dalla Regione Lazio e da Lazio Innova insieme a Gruppo Amadori e Almacube, con il supporto tecnico di Digital Magics. Alla premiazione sono intervenuti, tra gli altri Paolo Orneli, Assessore Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Università, Ricerca, Start – Up e Innovazione della Regione Lazio, Antonio Forlini, Responsabile Internal Auditing, Risk and Reputation Gruppo Amadori e Presidente Unaitalia, Andrea Barzetti, Amministratore Delegato Almacube e Nicola Tasco, Presidente di Lazio Innova.

Premiati selezionati da 46 candidature

L’obiettivo della sfida quello di selezionare tra le 46 candidature ricevute, soluzioni innovative, con un modello di business sempre più circolare e rigenerativo per la valorizzazione degli scarti di produzione, la gestione dei rifiuti e l’utilizzo di materie prime. L’iniziativa rientra nel programma strategico di “Open Innovation” della Regione Lazio. Uno strumento pensato per mettere in contatto le esigenze di innovazione delle grandi imprese con le idee e i progetti di innovatori e startup.

L’assessore Paolo Orneli

«Le Open Innovation Challenge rappresentano un momento di crescita e sviluppo importante perché permettono alle startup innovative di emergere, ma soprattutto perché i loro progetti e le loro idee vengono proposte direttamente alle imprese: è questa la formula adatta a creare un nuovo modello di sviluppo che vogliamo e che ci aiuterà a superare questo momento di crisi», ha dichiarato Paolo Orneli, assessore allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Università, Ricerca, Startup e Innovazione della Regione Lazio.

Vince Carborem

La proposta Carborem che riduce e valorizza gli scarti, come liquami e fanghi/digestati industriali, attraverso una tecnologia di nuova generazione denominata HydroThermal Conversion (HTC), ha conquistato il primo premio del valore di 20mila euro con servizi specialistici messi a disposizione da Lazio Innova. Secondo classificato PhenoFarm, che riceverà ulteriori servizi di go to market, per lo sviluppo del progetto.

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Romecup, il futuro con i robot, dal 2 al 4 maggio

Romecup, insegniamo il futuro con i robot, storica manifestazione promossa da Fondazione Mondo Digitale, torna in presenza dal 2 al 4 maggio alla Sapienza Università di Roma e in Campidoglio per finali e premiazione. Tre le categorie di gara per la selezione dei team che parteciperanno ai mondiali di robotica a Bankok in Thailandia nel mese di luglio: Soccer Open League, Soccer Light Weight, Cospace Rescue.

Romecup con 81 squadre di 24 scuole

A competere per il titolo di campioni italiani 81 squadre di 24 scuole. Il multi evento, dedicato alla robotica come convergenza di più tecnologie innovative, prevede competizioni, laboratori didattici, contest creativi, hackathon. Nell’area dimostrativa 32 stand, con un centinaio di prototipi, sono animati da scuole, università, associazioni, startup, aziende. Gli atenei raccontano agli studenti come sta cambiando l’offerta formativa che aggrega più discipline e tecnologie. Nel corso della pandemia i robot hanno sostituito le persone in diversi contesti, dalla disinfezione degli ambienti al trasporto di medicinali e cibo. Ora a RomeCup torniamo in presenza insieme a loro, per scoprire chi sono e cosa fanno i robot sociali.

15ª edizione si apre il 2 maggio alle 10

La 15ª edizione si apre il 2 maggio alle 10 con una giornata di orientamento per i giovani sui lavori del futuro e sulle tendenze dell’innovazione tecnologica. Con l’aiuto di esperti gli studenti esplorano l’area Human Robot Interaction, approfondiscono le applicazioni dell’intelligenza artificiale e scoprono le nuove professioni di medicina e ingegneria biomedica che rispondono alla sfida della consilience, la convergenza di discipline diverse. Quali sono gli ambiti di ricerca di maggiore interesse? Come sta cambiando il mercato del lavoro e l’offerta formativa degli atenei?

I docenti presenti a Romecup

A rispondere tra gli altri Antonio Frisoli, docente di Robotica e direttore dell’area Interazione uomo-robot presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Maurizio Lenzerini, professore ordinario del Dipartimento di Ingegneria Informatica, Automatica e Gestionale Antonio Ruberti, Sapienza Università di Roma ed Eugenio Guglielmelli, prorettore alla Ricerca del Campus Bio-Medico di Roma. L’area dimostrativa, con 32 stand e un centinaio di prototipi, mostra le eccellenze della robotica italiana. Esperti e ricercatori incontrano i giovani in 11 talk di orientamento universitario. Nei contest creativi 15 scuole lavorano con 11 atenei per elaborare originali soluzioni robotiche in diversi campi, mentre 81 squadre di studenti di 24 scuole si sfidano in 8 categorie di gara, dal robot calciatore al robot soccorritore, per partecipare ai mondiali di robotica di luglio in Thailandia.

Anche le sfide di World Robot Olympiad

Tra le dimostrazioni anche le sfide di World Robot Olympiad a partire da 6 anni e le esibizioni calcistiche dei Nao, allenati dai ricercatori della Sapienza. La 15ª edizione di RomeCup ha il patrocino di Roma Capitale ed è realizzata con il sostegno in qualità di partner di Regione Lazio, Lazio Innova, SAP, Eni e Fondazione Lars Magnus Ericsson. Con il supporto tecnico di Make a Shape e in collaborazione con Edu4AI, progetto cofinanziato dal programma europeo Erasmus+.

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Dal Bambino Gesù speranze di cura per i tumori cerebrali dei piccoli

Dal Bambino Gesù nuove speranze di cura dalle CAR-T per i tumori cerebrali dei bambini. Un mix di terapia genica e terapia farmacologica dalla potente azione antitumorale inibisce la crescita dei ‘gliomi diffusi della linea mediana’. Si tratta di tumori del cervello molto aggressivi, inoperabili e, fino a oggi, senza un trattamento efficace.

Nuova terapia sviluppata dal Bambino Gesù con altre strutture scientifiche

La nuova terapia è stata sviluppata dai ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù con la collaborazione dell’Istituto Superiore di Sanità, del Policlinico Gemelli e anche dell’Institute of Cancer Research di Londra. I risultati dei test di laboratorio aprono la strada alla futura sperimentazione sull’uomo. Studio pubblicato sulla rivista scientifica Neuro-Oncology. I ‘gliomi diffusi della linea mediana’ sono tumori tipici dell’età pediatrica, nella maggior parte dei casi dovuti alla mutazione della proteina H3K27M. Si sviluppano nelle strutture mediane del cervello, in particolare nel ponte, la parte del tronco encefalico che regola funzioni vitali come il respiro e l’attività cardiaca.

Tumori molto aggressivi

Questi tumori sono molto aggressivi, tendono a diffondersi rapidamente e a infiltrarsi in profondità. A causa della loro sede, non possono essere asportati chirurgicamente. In Italia sono diagnosticati in età pediatrica circa 20-25 casi di gliomi localizzati nel ponte, con un picco d’incidenza tra i 5 e i 10 anni di età. La sopravvivenza media è molto bassa (9-12 mesi) e meno del 5% dei bambini sopravvive a 5 anni dalla diagnosi, nonostante i trattamenti radio e chemioterapici. Per l’eterogeneità dei gliomi e per le difficoltà dei farmaci a superare la barriera che protegge i tessuti del cervello per arrivare al tumore, sino ad oggi non è stato possibile individuare una cura efficace.

Studio condotto in laboratorio su cellule tumorali di pazienti affetti da glioma

Lo studio coordinato dall’Area di Ricerca di Oncoematologia del Bambino Gesù, diretta dal prof. Franco Locatelli, è stato condotto in laboratorio partendo dalle cellule tumorali di pazienti affetti da glioma sottoposti a biopsia. Le indagini su tessuto, su cellule derivate dalle neoplasie e su modelli animali hanno permesso di identificare una terapia antitumorale mai sperimentata prima, basata sull’utilizzo di un farmaco sperimentale (il Linsitinib) in combinazione con linfociti T geneticamente modificati (cellule CAR-T).

Rilevanza sottolineata dalla rivista Neuro Oncology

La rilevanza scientifica dello studio del Bambino Gesù, in particolare per le prospettive di cura che si aprono con lo sviluppo della nuova terapia combinata, sottolineata anche in un recente editoriale pubblicato sulla rivista Neuro Oncology.

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Centro ESA-ESRIN isola di sostenibilità con ACEA

Trasformare il centro ESA-ESRIN dell’Agenzia Spaziale Europea in una piccola isola di sostenibilità dotata di tecnologie di ultima generazione, sviluppate da ACEA Innovation. Questo l’obiettivo dei progetti innovativi realizzati dal Gruppo ACEA nel centro di Frascati e inaugurati questa mattina alla presenza dell’Amministratore Delegato di ACEA Giuseppe Gola.

All’interno del centro ESA-ESRIN due progetti per ridurre l’impatto ambientale

La multiutility ha, infatti, realizzato all’interno della struttura due progetti in grado di ridurre considerevolmente gli impatti ambientali della sede e del suo personale, attraverso la mobilità elettrica e il trattamento dei rifiuti organici, in un’ottica di economia circolare che vedrà, nei prossimi mesi, l’implementazione con sistemi di mobilità green corredati da una piattaforma tecnologica che ne supporta l’operatività e i servizi di monitoraggio dei KPI gestionali ed ambientali, fornendo funzionalità di analisi in continuo. Una ulteriore iniziativa volta al riutilizzo delle risorse idriche è attualmente in fase di studio.

Anche otto punti ACEA di ricarica per veicoli elettrici

Per quanto riguarda la mobilità sostenibile, ACEA Innovation – CPO (Charge Point Operator) del Gruppo ACEA – ha installato otto punti di ricarica per i veicoli elettrici, alimentati al 100% da energia green, fruibili tramite card dedicate ai dipendenti e collaboratori di ESA e gestiti per mezzo della propria piattaforma tecnologica ICT, denominata BOMTS. Il sistema è integrato da un portale digitale innovativo, che consente di recepire, verificare e gestire h24 tutti i dati afferenti alle infrastrutture di ricarica, ed all’utilizzo da parte dei fruitori abilitati, fornendo una serie di KPI elaborati in tempo reale.

SmartComp la compostiera di ACEA

Inoltre, sempre ACEA Innovation fornirà il proprio Global Service per la gestione in tempo reale, anche tramite control room attiva 24 ore su 24, dello SmartComp, la compostiera intelligente con brevetto ACEA, installata a servizio della mensa del centro dalla capacità di 35 tons/annue, pari ad un massimo di 70tons di Co2 non emesse in atmosfera. Questo impianto di compostaggio dotato di intelligenza artificiale, con la sua tecnologia sensoristica, è in grado di trattare la frazione organica direttamente nel luogo in cui è prodotta trasformandola in compost di alta qualità. Compost da utilizzare per la fertilizzazione delle aree verdi del sito, eliminando così, attraverso un processo a KM 0, l’impatto ambientale dovuto a raccolta e trasporto su ruota dei rifiuti umidi.

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Cardiopatia ischemica: il ruolo degli ormoni sessuali

Cardiopatia ischemica: il ruolo degli ormoni sessuali. Uno studio italiano, a cui partecipano i ricercatori della Sapienza, ha valutato l’impatto dei livelli di testosterone e di estradiolo sull’attivazione delle piastrine del sangue, processo direttamente collegato al rischio di eventi coronarici acuti. I risultati del lavoro, condotto su un campione di oltre 400 pazienti di entrambi i sessi, hanno trovato pubblicazione sulla rivista Journal of Endocrinological Investigation. La prevenzione della cardiopatia ischemica, patologia a carico delle arterie coronariche che portano sangue al cuore, ha fatto passi da gigante negli ultimi decenni, permettendo una notevole riduzione dei tassi di eventi acuti, che vanno dall’infarto alla morte. Tuttavia, l’incidenza mondiale di cardiopatia ischemica è ancora molto elevata. La malattia colpisce entrambi i sessi, ma spesso con una fisiopatologia, sintomatologia e risposta alle terapie molto diversa.

Attenzione canalizzata sul ruolo degli ormoni sessuali

Per tale ragione gli attributi biologici sono stati rivendicati come i principali fattori di queste differenze, canalizzando l’attenzione sul possibile ruolo degli ormoni sessuali. Lo studio italiano EVA (Endocrine Vascular Disease Approach) coordinato da un team di ricercatori della Sapienza e condotto su 434 soggetti con cardiopatia ischemica, ospedalizzati e sottoposti a coronarografia e/o a intervento di angioplastica, ha valutato l’impatto degli ormoni sessuali maschili (testosterone) e femminili (estradiolo) sulla fisiopatologia e sulla gravità della patologia coronarica e in particolare sull’attivazione delle piastrine del sangue, direttamente associate al rischio di eventi coronarici acuti.

Studio su cardiopatia ischemica iniziato nel 2015

Lo studio, iniziato nel 2015 con un finanziamento del Ministero dell’Università e ricerca – MUR, nell’ambito dei progetti per i giovani ricercatori (SIR), vinto da Valeria Raparelli del Dipartimento di Medicina sperimentale della Sapienza e ora afferente all’Università di Ferrara, ha coinvolto oltre all’Ateneo romano altre università italiane (Ferrara e Milano), inglesi (Liverpool) e canadesi (Alberta e McGill). I risultati dello studio EVA, pubblicati sulla rivista Journal of Endocrinological Investigation, hanno messo in evidenza come un basso rapporto tra testosterone ed estradiolo si associ in entrambi i sessi a un aumentato rischio di mortalità nei due anni successivi la valutazione.

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Programmi di screening della Regione Lazio

In campo oncologico effettuare diagnosi precoci è essenziale per aumentare l’efficacia delle cure e le possibilità di guarigione. Il Sistema Sanitario Regionale del Lazio offre, gratuitamente, test efficaci ad identificare precocemente, contrastare e limitare le conseguenze di alcuni tipi di tumore attraverso 3 programmi di screening.

Tre programmi di screening

Per prevenire in tumore alla mammella si effettua una mammografia ogni due anni alle donne nella fascia d’età 50-69 anni, estesa anche alla fascia 70-74 anni su richiesta della donna, contattando il Numero Verde Screening della propria ASL. Effettuato un Pap-test ogni tre anni alle donne nella fascia d’età 25 ai 29 anni e anche un test HPV HR ogni cinque anni alle donne nella fascia d’età 30 ai 64 anni, per la prevenzione del tumore del collo dell’utero. Infine il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci ogni 2 anni, a uomini e a donne nella fascia d’età 50-74 anni, per prevenire il tumore del colon retto.

Partecipazione su invito ASL o chiamando il numero verde

La partecipazione ai programmi di screening avviene su invito della ASL che contatta le persone nelle fasce d’età interessate. Chi non ha mai ricevuto una lettera d’invito dalla propria ASL oppure non ha mai aderito al programma, pur rientrando nelle fasce d’età indicate, può telefonare al Numero Verde della ASL di appartenenza per concordare un appuntamento. Contattando il numero verde della propria ASL è anche possibile chiedere informazioni o spostare un appuntamento. Tutti i dati personali raccolti e trattati dagli operatori di screening, sono sottoposti alle norme vigenti sulla riservatezza e protezione dei dati (Regolamento UE 679/2016).

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Colpire KRAS, TP53, MYC, PTEN al Regina Elena

Colpire KRAS, TP53, MYC, PTEN. Queste strane sigle, che ai non esperti di biologia e scienze mediche, possono sembrare prive di significato, sono il nome di geni la cui alterazione conduce allo sviluppo di tumori aggressivi. Sono inoltre target tumorali difficilissimi da combattere, contro i quali è impresa ardua l’individuazione di efficaci terapie a bersaglio molecolare. Negli ultimissimi tempi però si registra un importante cambio di rotta.

Trovata la strada per colpire questi target tumorali

Si è trovata finalmente la strada per colpire alcuni di questi ostici target tumorali. Il primo eclatante esempio sono i farmaci contro KRAS mutato, per il trattamento del cancro al polmone non a piccole cellule. Se fino a poco tempo fa i pazienti avevano una sopravvivenza a 5 anni del 5-10%, ora la sopravvivenza è diventata del 40%, fino al 45% in alcuni casi, proprio grazie alle nuove terapie tra cui le terapie a bersaglio molecolare e l’immunoterapia con gli anticorpi monoclonali. In linea con questo brillante modello, il workshop internazionale che si è appena concluso all’IRCCS Istituto Tumori Regina Elena, organizzato dal Direttore Scientifico Gennaro Ciliberto, si è focalizzato proprio sul mostrare come “rendere possibile l’impossibile”.

Rendere possibile l’impossibile

Cioè come si stanno affrontando con successo obiettivi difficili nella ricerca sul cancro e nello sviluppo di nuovi percorsi terapeutici. «Grazie dei breakthrough come quello dei farmaci contro KRAS – evidenzia Gennaro Ciliberto – ci possiamo aspettare che man mano anche altri famosi bersagli tumorali difficilissimi da attaccare, quali ad esempio p53 o MYC, crolleranno e noi riusciremo sempre più ad avanzare nella lotta contro i tumori». Il workshop che quest’anno è giunto alla sua quarta edizione, ha avuto due anime: l’intervento di giovani “talenti” del Regina Elena ed esperti internazionali.

Tante novità in campo oncologico

Sono emerse tantissime novità in campo oncologico. Una tra tutte che vogliamo qui evidenziare riguarda gli importanti risultati di studi pre-clinici e clinici presentati dalla ricercatrice californiana Ciara Metcalfe, sulle terapie ormonali di ultima generazione, in grado di interferire con l’attività degli estrogeni, responsabili dello sviluppo di almeno i due terzi dei tumori mammari. Ciara Metcalfe ha spiegato che si sta rivelando particolarmente promettente un farmaco denominato Giredestrant, un nuovo antagonista del recettore alfa dell’estrogeno, capace di inibire l’azione proliferativa delle cellule tumorali mammarie. Il Giredestrant, che si trova attualmente in fase avanzata (Fase III) di sviluppo clinico è molto più potente dei suoi predecessori farmaci anti-estrogeni quali tamoxifene, raloxifene e fulvestrant e probabilmente capace di soppiantarli in futuro.